La compersione: la scienza dietro la gioia per il piacere del partner

Provare felicità quando il partner prova piacere con altri: un'emozione che la psicologia sta iniziando a comprendere.

Nel vocabolario delle relazioni non monogame esiste una parola che non ha equivalenti nella maggior parte delle lingue: compersione. Coniata dalla comunità poliamorosa americana negli anni '90, indica la sensazione di gioia che si prova nel vedere il proprio partner felice in un'esperienza intima con un'altra persona. È, in un certo senso, l'opposto della gelosia.

Per chi non ha mai sperimentato la non-monogamia, il concetto può sembrare controintuitivo o addirittura impossibile. Come si può provare felicità per qualcosa che la cultura dominante insegna a temere e combattere? La ricerca psicologica sta iniziando a fornire risposte.

Uno studio fondamentale di Mogilski e colleghi, pubblicato nel 2019 su Archives of Sexual Behavior, ha analizzato le basi psicologiche della compersione. I ricercatori hanno identificato tre componenti principali: una disposizione emotiva positiva (la tendenza a provare emozioni positive in generale), un attaccamento sicuro nella relazione, e la percezione che l'esperienza del partner sia genuinamente soddisfacente.

Il legame con l'attaccamento sicuro è particolarmente significativo. Le persone con stili di attaccamento ansioso o evitante - che temono l'abbandono o l'intimità - riportano livelli di compersione significativamente più bassi. Questo suggerisce che la capacità di gioire per il piacere altrui richieda una base di sicurezza nella relazione: solo chi non teme di perdere il partner può celebrarne le esperienze indipendenti.

Da un punto di vista neuroscientifico, la compersione potrebbe coinvolgere i circuiti cerebrali dell'empatia e della ricompensa. Quando vediamo una persona amata felice, i nostri neuroni specchio si attivano e i centri della ricompensa rilasciano dopamina. In condizioni di sicurezza relazionale, questo meccanismo può estendersi anche a situazioni che normalmente provocherebbero disagio.

È importante notare che la compersione non è uno stato permanente né un requisito per la non-monogamia. Anche le persone che la sperimentano regolarmente alternano momenti di gioia a momenti di gelosia, insicurezza, dubbio. La differenza rispetto alla monogamia tradizionale non è l'assenza di emozioni negative, ma la loro gestione attraverso la comunicazione aperta.

Alcuni ricercatori ipotizzano che la compersione possa essere coltivata con la pratica, come altre competenze emotive. Tecniche di mindfulness, esercizi di comunicazione, esposizione graduale a situazioni che provocano disagio: strumenti della psicoterapia tradizionale applicati a un contesto non convenzionale. Ma la ricerca in questo campo è ancora agli inizi.

La scoperta della compersione ha implicazioni che vanno oltre le relazioni non monogame. Dimostra che il repertorio emotivo umano è più ricco e flessibile di quanto le norme culturali suggeriscano. Emozioni che sembrano "naturali" - come la gelosia possessiva - potrebbero essere in parte costruzioni sociali, modificabili con consapevolezza e impegno.

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